COMUNICATO STAMPA

EX ILVA, FEDERMANAGER/ASDAI LIGURIA: IMPASSE SU TARANTO CREA RIPERCUSSIONI SU GENOVA E NOVI LIGURE

Vezzani: «Necessario approvare il Decreto Imprese per ripristinare le tutele per Ilva. Gli accordi si rispettano»

Genova, 29 agosto 2019. «L’impasse creatasi sullo stabilimento di Taranto dell’ex Ilva comporta profonde conseguenze anche per gli impianti di Genova e di Novi Ligure in quanto alimentati con materia prima prodotta in Puglia e quindi strettamente dipendenti dall’operatività di questo stabilimento. ArcelorMittal sta procedendo ad attuare un piano investimenti per rilanciare i volumi e la presenza sul mercato che deve essere portato a termine  innanzitutto  garantendo  la  prosecuzione  senza  interruzioni  dell’alimentazione delle linee produttive».

Lo afferma il Presidente di Federmanager/Asdai Liguria Marco Vezzani commentando l’incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico tra i rappresentanti di ArcelorMittal, i commissari di Ilva e i tecnici del Mise, terminato con un nulla di fatto.

Secondo Vezzani è necessario «ripristinare le tutele per chi è chiamato a svolgere le funzioni di guida del Gruppo Ilva, come previsto dagli accordi. Ricordo – aggiunge – che il

Decreto Crescita’ dal 6 settembre abolirà l’immunità penale concessa ai gestori dell’Ilva per consentire loro, fino a fine del 2023, di gestire gli impianti di Taranto attualmente sotto sequestro con facoltà d’uso e di realizzare un imponente piano di risanamento ambientale che riporterà gli impianti ad operare nel rispetto delle norme ambientali».

Il  presidente  di  Federmanager/Asdai  Liguria  non  nasconde  quindi  le  sue preoccupazioni per la fase di stallo, creatasi a seguito della crisi di Governo, che ha bloccato l’iter approvativo del  ‘Decreto Imprese’ che include un nuovo quadro di tutele giuridiche per ArcelorMittal: «L’azienda potrebbe arrivare ad impugnare il contratto e ad abbandonare la gestione degli impianti Ilva e questo comporterebbe l’arresto e di tutto il piano di risanamento e rilancio industriale della nostra siderurgia. Sono in gioco complessivamente 5 miliardi di euro di investimenti che non si possono ipotecare: sottrarsi ad accordi già stipulati rappresenta il peggior messaggio che si può dare agli investitori, in particolare stranieri», conclude Vezzani.

 

 

Per ulteriori informazioni:

Francesco Patrone

Ufficio Stampa Federmanager/ASDAI Liguria

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